HandyNews | San Francesco, l'amico dei lebbrosi

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San Francesco, l’amico di chi ancora oggi, ha una malattia contagiosa e curabile come la lebbra  

Il 16 e 17  dicembre il gruppo oratoriano “Nuovi Orizzonti” presso l’Auditorium dell’Oratorio San Rocco di Sant’Angelo Lodigiano, riproporrà uno spettacolo su San Francesco, così in quest'articolo vorrei parlare un po' di lui e di quella malattia, la lebbra, che lo ha visto al fianco dei più poveri ed emarginati.  

San Francesco d’Assisi a seguito di un’apparizione notturna avvenuta durante la sua partecipazione come cavaliere alla quarta crociata, da nobile qual’era, si spoglia del suo lusso e si avvicina agli emarginati, ai lebbrosi.

Basandomi su quanto indicato dal sito del Ministero della Salute, la Malattia di Hansen, detta Lebbra, è causata da un microrganismo che provoca sul paziente la presenza di una o più macchie più chiare della pelle circostante, a contorni ben definiti o di placche, lesioni cutanee nodulari, spesso agli arti e al volto. La Lebbra, può verificarsi a qualsiasi età, ma nella maggior parte dei casi intorno ai 20-30 anni.

Il tempo d'incubazione, come indica un articolo di “Famiglia Cristiana”, riportando le dichiarazioni della Dottoressa Anna Maria Pisano, è lungo, perciò difficile da sradicare.

Questa malattia può sembrare una storia del passato, invece non lo è: ancora oggi la malattia colpisce centinaia, migliaia di persone, in particolare nei paesi poveri.

Il giornale Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2013 ha riportato 215.656 nuovi casi diagnosticati, in particolar modo in India, Brasile e Indonesia. Questo dato sta progressivamente diminuendo, infatti stando al sito del Ministero, la stessa Organizzazione nel 2015 segnala che i casi diagnosticati si fermano ai 200.000.

L’emarginazione non è dovuta alla Lebbra ma all’ignoranza in merito, perché, come ha dichiarato Pisano a “Famiglia Cristiana”, la lebbra pur essendo contagiosa è curabile.

In paesi come l’India ed il Brasile, il lebbroso viene discriminato nell’ambito lavorativo, famigliare e sociale per la presenza di queste macchie sulla pelle curabili con una terapia semplice ed efficace.  

A seguito del progresso delle cure avvenuto in questi ultimi secoli, la lebbra non porta più alla distruzione del corpo lasciando dei segni permanenti e visibili, ma porta anche alla totale guarigione.

Di lebbra, come dichiara Pisano è più facile guarire che farsi accettare. In Brasile, per esempio, ancora oggi esistono delle piccole comunità di ex-lebbrosi, che vivono insieme nell’impossibilità di un rientro in società. 

Concludo ricordando, come ha fatto la dottoressa al Giornale, che le “malattie rare” non lo sono dappertutto, non si possono e non si devono dimenticare. 

Un Caro Saluto a Tutti
 
Ruggiero Curci

 

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