HandyNews | Basket fra disabili e non, la differenza?

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Basket fra disabili e non, la differenza? L’importanza data all’arbitro

A cura di Ruggiero Curci

In questo articolo, continuando a parlare di sport e disabilità (argomento trattato nell’articolo precedente), voglio parlare di persone con disabilità intellettiva che praticano il basket e lo faccio riportando la testimonianza che Francesco Giuliano, ex Arbitro della Federazione Italiana Pallacanestro (F.I.P.), mi ha raccontato all’interno del mio programma #HandyNews

Francesco mi ha raccontato che gli è capitato di arbitrare tornei di basket disputati da persone con disabilità lievi e gravi.
La difficoltà più ostica che ha riscontrato è capire quale fosse un fallo da sanzionare senza interrompere il gioco continuamente.

Una delle esperienze che ha colpito pdi più Francesco è quella che ha fatto con persone con Sindrome di Down, sia per la loro calorosità, sia perché considerano l’arbitro una persona fondamentale all’interno del campo e lo vedono come una persona di rilievo rispetto agli altri.

La differenza che Francesco ha riscontrato nell’arbitrare partite con persone normali e “non-limits” è l’importanza che viene data alla sua figura. Nel primo caso l’arbitro è considerato un oggetto all’interno del campo, che spesso viene insultato; nel secondo caso, invece, l’arbitro è considerato una persona che da la possibilità di giocare atutti e alla quale bisogna portar rispetto e riconoscenza.

Francesco considera le differenze che ci sono fra persone disabili e non che praticano sport, come una ricchezza da sfruttare per dare a tutti la possibilità di esprimere le proprie capacità.

«Sicuramente ci sono differenze, però la differenza per me è bellezza» sono queste le parole con cui Francesco ha concluso il suo racconto sull’esperienza fatta nel basket con persone disabili.

Prendendo spunto dalla frase di Francesco, vorrei invitare tutti, soprattutto i disabili, ad uscire e praticare, per quanto sia possibile loro, qualsiasi sport perché questa eterna e intramontabile arte è come una persona: quando entra in sintonia con te, non si nota più il tuo corpo ma la tua anima.

Concludo invitando inoltre ad evitare scuse inutili come “Non ce la faccio” perché è l’unica frase che ci rende limitati.

Ruggiero Curci

 

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