HandyNews | Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

HandyNews | Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del 25 Novembre ho pensato di riportarvi il monologo scritto in collaborazione con l'amica giornalista Ketty Carraffa e proposto in occasione del “San Luigi Got’s talent 2015"

Se voi notate, quando in Word scrivete la parola “femminicidio”, vi segnala in rosso, come se fosse una parola sbagliata o come se il computer non la conoscesse. Quindi, noi pensiamo che il problema sia del computer che bisogna buttare, o del programma Windows e che ci converrebbe passare a un computer più sofisticato... ma non è così!

Il problema non è dato dal computer, ma dal fatto che la parola “femminicidio” non è ancora un parola “riconosciuta” dalla lingua italiana e che, in moltissimi, ancora non sanno cosa significhi veramente.

Non bisogna far finta di niente, la parola e quindi il “fenomeno” dei femminicidi, esiste eccome!
Si tratta di uccisione di centinaia di donne che vengono massacrate nel momento in cui si nega la loro libertà di esistere, come essere umano di genere femminile.

Vi propongo qualche riflessione : leggete i giornali, ascoltate la radio, guardate la televisione, ecco: dicono sempre “ lei è morta dopo 30 coltellate” o “è morta strangolata”,  ma non dicono mai “è stata uccisa da un uomo”, che poi tanto uomo … non lo è per nulla!

Ma è possibile che nel 2015 ci siano uomini che si credono ancora superiori alle donne ? E' evidente che uomo e donna sono diversi geneticamente ed è giusto che sia così.

Credo che nella vita non sia importante di che sesso siamo, il colore della pelle, la forza fisica ...
La cosa importante è dimostrare di avere le cosidette “palle” nel senso di forza della mente e non delle mani e quindi della violenza sugli altri.

Ma è possibile che oggi come oggi ci sono uomini che considerano la donna come loro oggetto di possesso? “Tua” può essere una cosa, come una macchina, una casa, ma non una persona.

E comunque l'amore delle donne, come di ogni essere umano si conquista con l'amore e non con la violenza.
Concludo con un’  ultima riflessione: Proviamo a pensare a questa frase detta da un uomo: “Tu stai zitta, perché sei donna” , che senso ha? Credo nessuno. Ma lo sappiamo che per essere uomo bisogna “avere le palle” in senso metaforico? Nel senso che la propria forza e determinazione si deve utilizzare per corteggiare, per amare, perché le donne non devono essere picchiate, offese o discriminate.

Come tutti gli esseri umani, dobbiamo tutti vivere alla ricerca dell'amore, perché grazie a Dio, tu uomo, senza le donne, non saresti mai esistito.... Ci vuole rispetto, per le nostre mamme, le nostre nonne, sorelle o amiche. E' possibile considerare una donna mia e solo mia credendo di poter avere il diritto di farle del male? Noi uomini, dobbiamo essere i primi a dimostrare di far parte del genere umano e non di quello animale... anche se tanti animali sono migliori di certi “uomini”

Concludo facendo una personale riflessione: sono passati 2 anni da quanto ho proposto questo testo e le cose non sono cambiate, anzi, forse peggiorate. Ci ritroviamo nel 2017 a condannare chi denuncia atti di violenza giustificando...con l'utilizzo di tesi insostenibili come "la minigonna" o lo stato di ebbrezza della donna, difendendo il femminicida... forse per la sua uniforme? O perché condividiamo la sua idea. Inoltre, viviamo casi in cui chi dovrebbe difendere la vittima come le forze dell’ordine, ignora del tutto quanto viene segnalato o denunciato. Concludo rivolgendomi direttamente a quanti si trovano in situazioni simili, di violenza anche "solo" psicologica; di maltrattamento, di paura:"Parlatene! Denunciate chi vi stà arrecando danno alla vostra salute...alla vostra vita. E a chi ascolta di agire concretamente".

 Grazie,

Ruggiero Curci

 

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