Teatro e disabilità: diffidate da chi vi dice “tu non lo puoi fare!”

Teatro e disabilità: diffidate da chi vi dice “tu non lo puoi fare!”

Precedentemente vi ho accennato della mia passione per il teatro e, considerato il fatto che questa rubrica tratta la disabilità, ho pensato di chiedere a Corrado Calda, attore, regista e produttore teatrale, quanto quest’arte possa far bene ai diversamente abili. 
 
Corrado mi ha spiegato molto bene che il teatro per i disabili può far benissimo! Può avere effetti positivi sulla persona davvero notevoli. Innanzitutto ti permette di conoscere altre persone, per di più in un contesto espressivo/creativo; questo spinge ad andare oltre i propri limiti e spesso ad accorgersi di averli anche superati. Il teatro, inoltre, è una sana e ottima forma di divertimento, un alleato contro la depressione e l'isolamento. Nel teatro ognuno trova la propria dimensione sul sistema d'interazione sia con gli altri attori che con gli spettatori stessi.
.
L’attore, mi ha raccontato di aver avuto diverse esperienze con attori diversamente abili ed in particolar modo con una compagnia teatrale piacentina composta prevalentemente da persone celebrolese e con sindrome di down con i quali ha lavorato con massima gioia e creatività.
 
Da 5 anni, Corrado, in tutt’Italia, tiene un laboratorio particolare in cui i partecipanti vivono una situazione comune in cui tutti sono privati dell'uso della vista con "il bendaggio". Bendare le persone con lo scopo di dimostrare che la nostra vera natura la dimostriamo al buio, poiché, togliendo l’immagine, riusciamo anche a togliere i diversi pregiudizi. Ne esce quindi "accettazione ed aggregazione": i partecipanti attori diventano un’unica cosa, un nucleo in cui dover collaborare necessariamente per riuscire ad eseguire i compiti della "voce fuori campo" di Corrado.
 
Questo laboratorio non ha come scopo primario quello di far calare la persona nella condizione di cecità, per poi analizzarne le sensazioni provate, ma quello di indurre il gruppo a "sintonizzarsi" avendo in comune lo stesso "limite".
 
Corrado considera molto utile il teatro sociale, perché aiuta a far emergere quello che i diversamente abili hanno da manifestare, da comunicare... molto più di quello che si pensa.
 
Infine il regista mi ha invitato a diffidare di chiunque dica: “tu non puoi fare teatro” perché ognuno di noi è portatore di un valore unico! Che può essere benissimo portato in scena, lasciandone una traccia.
 
Salutandovi mi associo all'invito di Corrado perché secondo me "la vita è uno spettacolo dove ognuno può recitare, non necessariamente con il ruolo da protagonista".


Ruggiero Curci

 

Condividi l'articolo su

Riproduzione Riservata