Recensione del Film: THE HATEFUL EIGHT

THE HATEFUL EIGHT

(2016 – QUENTIN TARANTINO)

Nel mondo del cinema esistono alcuni registi con cui è impossibile rimanere neutrali, li ami o li odi. Quentin Tarantino rientra nel gruppo appena citato. Un regista molto particolare che io apprezzo moltissimo, personalmente non ho mai trovato un suo film deludente e questo “THE HATEFUL EIGHT” non è da meno.

Il film è ambientato qualche anno dopo la fine della guerra civile e inizia con l’immagine di una diligenza su cui viaggiano il cacciatore di taglie John Ruth e la sua prigioniera Daisy Domergue, che deve essere portata nella cittadina di Red Rock, consegnarla alla giustizia e ritirare la sua taglia. A causa di una violenta bufera di neve, i due personaggi sono costretti ad aiutare due uomini che incontraranno durante il loro tragitto ed insieme si fermeranno in un rifugio dove ad accoglierli ci saranno altri quattro sconosciuti. Ben presto le otto persone si renderanno conto che forse qualcuno non è chi dice di essere e che difficilmente si uscirà illesi dallo stabile che li ospita.

Tarantino scrive e dirige quello che, secondo me, è uno dei suoi film più completi e maturi riuscendo nell’impresa di fare qualcosa di nuovo ma, al tempo stesso, dare uno sguardo al passato della sua filmografia con la classe che da sempre lo ha contraddistinto nel panorama cinematografico moderno.

La storia si presenta come un vero e proprio giallo con ambientazioni western eccezionale principalmente ambientato all’interno del rifugio in cui i protagonisti si riparano per via della bufera di neve. Il regista statunitense porta in scena una sorta di pièce teatrale al cinema con stile, basandosi su quello che è il fulcro del film, ossia il “gioco al massacro”, attraverso dialoghi squisitamente tarantiniani e personaggi, dal mio punto di vista, memorabili (in particolare il personaggio interpretato da Samuel L. Jackson).

La sceneggiatura è strepitosa, la storia ha una gestione dei tempi simile ad un giallo che si rispetti, parte lentamente per poi esplodere in una seconda parte piena di colpi di scena e suspance. Il film non annoia mai per tutta la lunga durata (2h50) grazie ad una storia coinvolgente e dialoghi affascinanti. Un film per certi versi hitchcokiano sia dal punto di vista di alcuni sviluppi di trama sia da quello registico (l’unica ambientazione ad esempio).

Questo ottavo lungometraggio presenta una contestualizzazione storica ben fatta e come perno centrale presenta il tema della giustizia. E’ interessante vedere la discussione che nasce in seguito ad idee contrapposte a riguardo. I protagonisti sono caratterizzati veramente molto bene, vengono tutti rappresentati tutti come folli pronti ad uccidere per il loro tornaconto personale, tanto da non tifare mai per uno di loro durante l’intera pellicola.

THE HATEFUL EIGHT lo ammetto, non è un film per tutti ma, per gli estimatori del regista, sarà un’altra perla all’interno della sua filmografia. Un Tarantino ai massimi livelli, una vera e propria goduria per i cinefili perché è, in tutto e per tutto, vero cinema. Assolutamente da non perdere

VOTO: 10

Recensione di Beppe Pozzi

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