Il Progetto della futura Piscina non prevede la vasca dei Bambini

Il Progetto della futura Piscina non prevede la vasca dei Bambini

Il gruppo Voltiamo Pagina ha depositato una lettera in Comune che aveva come oggetto alcune proposte, considerazioni e osservazioni sul progetto della nuova Piscina Comunale.

La lettera, che pubblichiamo integralmente di seguito, è molto lunga ed articolata. Per questo motivo cercheremo di riassumere i concetti principali in alcuni semplici punti.

Secondo L'Ingegner Pozzi, che ha ricevuto dall'ufficio tecnico le planimetrie del progetto preliminare, «la scelta sembra limitante e di basso profilo, dettata dalla fretta irrazionale di mantenere una promessa elettorale che, allo stato dei fatti, fa scontare l’impoverimento dell’impianto ai cittadini, evitando l’impegno e lasciando sfuggire l’occasione di offrire alla cittadinanza un esempio di intervento lungimirante e utile alla più ampia fascia possibile della popolazione».

Prosegue poi l'Ingegnere: «l’eliminazione della vasca per bambini, forse più ancora del dimezzamento della piscina maggiore con limitazione della profondità, dimostra, a nostro avviso, quanto sia riduttiva la scelta fino ad ora perseguita: nessun bambino al di sotto dei 10-12 anni che non sappia nuotare potrà avere accesso alla piscina per divertirsi e giocare nell’acqua con i coetanei».
 
Ricordiamo che nel Sondaggio pubblicato qualche giorno fa,

per il 96,97% dei Santangiolini intervistati è importante che nel progetto venga inserita anche una vasca per bambini.

Il Testo Integrale della Lettera

OGGETTO: Riqualificazione della piscina comunale all’aperto. Osservazioni, considerazioni e proposte in merito alle azioni ad oggi intraprese dalla Giunta Comunale. 
 
 
Signor SINDACO e Signori Assessori,                                                                
i documenti riguardanti la riqualificazione delle piscine scoperte del centro sportivo comunale, resi disponibili dall’Ufficio Tecnico e sottoposti al sottoscritto, sono costituiti da elaborati grafici rappresentanti planimetria e sezione dell’impianto natatorio esterno esistente e dell’attuale locale impianti, integrati dalla proposta progettuale (definita “Progetto Preliminare”) di riqualificazione e modifica, corredata da un computo metrico estimativo. L’impianto natatorio esterno oggi esistente consiste in una piscina a profondità variabile da un massimo di m. 2,46 a un minimo di m. 1,40, lunga m. 50,00 e larga m. 21,00 e da una vasca per bambini profonda m. 0,90, lunga m. 21,00 e larga m. 8,00.

La proposta progettuale, sulla base della quale è stata determinata e approvata in Consiglio Comunale la variazione di bilancio ed il corrispondente stanziamento di € 720.000,00, consiste nella eliminazione della piscina per bambini e nel dimezzamento della vasca maggiore, della quale si prevede il riempimento della parte più profonda, venendo a realizzare, in tal modo, una vasca delle dimensioni di m. 25,00 di lunghezza e m. 21,00 di larghezza, con profondità uniforme di m. 1,40.  

I volumi della vasca per bambini e di metà della vasca maggiore eliminate saranno intasati con materiale inerte e sulle superfici risultanti sarà ampliato il solarium. Il locale impianti esistente viene mantenuto tal quale, salvo la realizzazione di una parete che lo suddivide in due settori. Non risulta disponibile, quantunque richiesta, alcuna relazione esplicativa di tale proposta progettuale.

Verbalmente è stato riferito al sottoscritto che, per il trattamento, secondo le norme oggi in vigore, dei volumi d’acqua necessari all’alimentazione delle attuali due piscine esterne, sarebbe necessario un nuovo impianto di maggiori dimensioni rispetto a quello attuale (comunque in disuso). Tali nuove dimensioni non ne consentirebbero la collocazione negli attuali spazi e quindi, se non si provvede ad ampliare l’attuale locale tecnico, ne discende che i volumi di acqua trattabili da un impianto collocabile nei locali esistenti devono essere necessariamente molto minori. Da qui la scelta di ridurre drasticamente le dimensioni (dimezzate) della vasca maggiore e di eliminare quella per bambini. Un approccio razionale al problema della riqualificazione delle piscine esterne del centro natatorio comunale avrebbe dovuto in passato e certamente dovrebbe ora, a nostro sommesso avviso, prendere in considerazione almeno altri due scenari, oltre a quello drastico ed estremamente riduttivo sopra descritto. Il primo consistente nel riportare in servizio, con lavori di manutenzione straordinaria da analizzare e valutare, entrambe le vasche esterne, realizzando un nuovo impianto di alimentazione e trattamento delle acque e prevedendo l’ampliamento del locale tecnico dedicato. Il secondo può configurarsi come soluzione intermedia: mantenimento della piscina per bambini e realizzazione di una piscina esterna per adulti lunga m. 25,00 e larga m. 21,00, collocata in posizione intermedia nella vasca oggi esistente, in modo da conservare la variabilità della profondità.  Per una scelta consapevole e vantaggiosa per la cittadinanza, la configurazione degli scenari tecnico-costruttivi, avrebbe anche dovuto essere preceduta da una valutazione degli affollamenti passati (ante 2012), dell’ampiezza del bacino di utenza, dell’appetibilità dell’impianto santangiolino per i cittadini dei comuni vicini e dell’indotto anche economico derivante da questo afflusso extra-comunale.

La pluralità degli scenari e le corrispondenti stime economiche, accompagnate da attendibili valutazioni sulle potenziali ulteriori fonti di finanziamento (Regione, Fondazioni, altro), integrata da un’indagine sull’utenza pregressa e futura, consente di raggiungere nel modo migliore gli obbiettivi propri della pubblica amministrazione che, nel caso in esame, possono sinteticamente essere identificati nel perseguimento dell’interesse pubblico, sia sotto il profilo della promozione dell’attività fisica e sportiva, soprattutto fra i giovani,  sia sotto il profilo dello svago per bambini, per giovani e per meno giovani, ma anche come disponibilità di spazi utili per attività complementari ad altre iniziative estive, quale ad esempio il GREST.

Un intervento così importante, che comporta l’investimento di una somma consistente di denaro pubblico (cioè dei cittadini) dovrebbe essere frutto di una riflessione ampia, attenta, approfondita, aperta al confronto ed all’accoglimento di proposte valide. Il tutto avrebbe dovuto condurre alla configurazione, da parte di chi oggi ha l’onere e la responsabilità di guidare lo sviluppo della città, di quello che il D. Lgs. 50/2016 definisce, all’art. 23 punto 3, il “Quadro esigenziale che devono predisporre le stazioni appaltanti”. Solo dopo l’individuazione di tale “Quadro”, con le determinazioni che ne conseguono, si dà seguito allo sviluppo dei tre livelli di progettazione, che si articolano in Progetto di fattibilità tecnica ed economica,

Progetto definitivo e Progetto esecutivo. Come è noto, nelle more dell’entrata in vigore dell’apposito D.M.I.T., il sopra menzionato “Quadro esigenziale” corrisponde a ciò che il D.P.R. 207/2010 (che in merito resta in vigore) definiva (artt. 14 e segg.) “Studio di fattibilità” cui seguivano poi il Progetto preliminare (oggi Progetto di fattibilità tecnica ed economica), il Progetto definitivo ed il Progetto esecutivo. Scopo del “Quadro esigenziale” è quello di individuare più soluzioni, ciascuna con le proprie differenti caratteristiche tecniche e con i propri corrispondenti costi e questo compito è e resta in capo alla stazione appaltante (cioè al comune), così come lo era (e lo rimane nel transitorio) lo “Studio di fattibilità”. Solo dopo aver definito tale quadro, con il necessario dettaglio e con le conseguenti valutazioni tecnico-economico-finanziarie, si dà inizio allo sviluppo dei tre livelli di progettazione, dei quali il primo è costituito dal “Progetto di fattibilità tecnica ed economica” che (D. Lgs. 50/2016, art. 23 punto 5) “…omissis … individua, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire. …omissis…”. Dunque, la valutazione della soluzione da adottare deve essere condotta, innanzitutto, tenendo conto del miglior rapporto costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire. Non sono in alcun modo menzionati – e giustamente – i problemi connessi con l’affidamento dell’esercizio dell’impianto ad organizzazioni esterne. Non ci risulta che, ad oggi, sia stato configurato il cosiddetto “Quadro esigenziale”, né che siano state configurate più soluzioni possibili tra le quali poi dovrà scegliersi, all’atto dell’incarico per la progettazione (di tutti e tre i livelli di progettazione), la soluzione ottimale. 

Tanto meno ci risulta che, per esprimere una qualsiasi valutazione in merito, si sia pensato (anche solo pensato) di coinvolgere sul tema le preposte Commissioni Comunali (consiliare e consultiva), chiedendo loro un esplicito contributo. Sarà invece bandito, in esecuzione della Determinazione Dirigenziale n. 247 del 27.05.2017 (tutt’ora all’Albo Pretorio ed esecutiva dopo l’11.06.2017) l’avviso pubblico per l’affidamento degli incarichi di progettazione (tre livelli), direzione lavori, coordinamento per la sicurezza ed attività tecnico-amministrativa connessa alla realizzazione dell’intervento di “Riqualificazione Impianto Natatorio Esterno Piscina Comunale”. Il bando è redatto sulla base della stima risultante dal Computo Metrico Estimativo riferito alla soluzione minimale e assolutamente riduttiva di cui abbiamo detto sopra. È ovvio che i professionisti che parteciperanno alla trattativa per l’affidamento dell’incarico si muoveranno sulla base dell’unica ipotesi dalla quale derivano sia la stima dei lavori (€ 543.000,00), sia la stima del compenso professionale (€ 83.000,00), oltre ad i.v.a. ed imprevisti, con i quali si raggiungono i citati € 720.000,00.

La scelta ci sembra limitante e di basso profilo, dettata dalla fretta irrazionale di mantenere una promessa elettorale che, allo stato dei fatti, fa scontare l’impoverimento dell’impianto ai cittadini, evitando l’impegno e lasciando sfuggire l’occasione di offrire alla cittadinanza un esempio di intervento lungimirante e utile alla più ampia fascia possibile della popolazione. L’eliminazione della vasca per bambini, forse più ancora del dimezzamento della piscina maggiore con limitazione della profondità, dimostra, a nostro avviso, quanto sia riduttiva la scelta fino ad ora perseguita: nessun bambino al di sotto dei 10-12 anni che non sappia nuotare potrà avere accesso alla piscina per divertirsi e giocare nell’acqua con i coetanei.

Suggeriamo al Sindaco ed alla Giunta di valutare seriamente la possibilità di richiamare la Determinazione Dirigenziale n. 247/2017 e di riformularla, dopo aver approfondito le analisi ed ampliate le valutazioni su come sia meglio operare per la riqualificazione del centro natatorio comunale. Il rinvio, anche per un intero anno, dei lavori di riqualificazione della piscina esterna, a fronte di una motivazione seria e documentata, non produrrà certo un calo di immagine per chi oggi regge le sorti di Sant’Angelo Lodigiano. Un intervento sbagliato, dannoso e misero invece sì. 
 
 GRUPPO CONSILIARE  “VOLTIAMOPAGINA”  Il Consigliere Capogruppo  Dott. Ing. Angelo Pozzi  
 

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